I Chakra Maestri sono "porte" collocate lungo la spina dorsale, consentono un incessante flusso energetico tra i vissuti interiori e il mondo esterno



Quando la spina è dritta e solida come un albero e le nostre radici affondano nelle profondità della terra, allora troveremo la forza e saremo veramente nutriti 

Il primo chakra è Muladhara (il chakra della radice)

E' decisivo per la sopravvivenza degli individui, è connesso con gli istinti primari degli esseri umani. Localizzato nell'area genitale, riceve la propria struttura elementare dal nucleo familiare. In base a essa il soggetto prenderà le proprie decisioni riguardo ai propri diritti e alla propria volontà di sopravvivenza. In questa sede sono anche registrate le primissime esperienze dell'individuo, le quali danno luogo a fenomeni di consapevolezza o di rimozione dei sentimenti primitivi.
Collocazione:  zona inferiore del bacino e area genitale
Colore: rosso
Elementi raffigurativi: serpenti, draghi, fuoco sacro
Fonte di: passione, rabbia, terrore, gioia, energia di sopravvivenza, energia materiale
Sede di: volontà di vivere
Parola chiave: consapevolezza
Tipo di energia: è la sede della Kundalini, l'energia terrena, materiale
Comunicazione fisica: dolore sofferenza, consapevolezza fisica
Problemi: disfunzioni sessuali, malattie sistema nervoso, problemi intestino retto, difficoltà riproduttive e circolatorie

Il nome del primo chakra è Muladhara e significa "il sostegno della base", da Mula, radice, base e Adhara, supporto.

Muladhara è collocato nel pavimento pelvico alla base della colonna vertebrale, è il chakra dell' origine, da cui parte tanto il cammino dello Yoga che quello della nostra esperienza sulla Terra.

Rappresenta la materia primordiale che potenzialmente contiene già tutto ciò che verrà creato, questo chakra porta in sè tutte le potenzialità presenti ma non ancora espresse.

Sviluppa la potenza dell'istinto ed il coraggio, quando non si trova in equilibrio energetico porta alla persona paura, rabbia, avarizia, odio e tristezza.

I sette chakra principali vengono visualizzati come fiori di loto coi petali rivolti al basso, solo i saggi realizzati visualizzano i petali che salgono ad indicare l' ascesa spirituale.

Ogni chakra possiede un differente numero di petali che corrisponde agli organi del corpo a cui è relazionato, risponde a un elemento, presiede alcune funzioni fisiche, vibra sulla lunghezza d'onda di un certo colore e di un determinato suono.

L'elemento di Muladhara è la terra, rappresentata da un quadrato sui cui angoli si schiudono quattro petali, simboli dei quattro punti cardinali. Il suo colore è il rosso, il plesso che governa è il coccigeo, le parti del corpo sono le ossa, le gambe ed i piedi.

Quando il chakra è armonico infonde coraggio, fa sentire stabili e ben radicati.


Al centro di questo chakra è seduta Kundalini, l'energia evolutiva addormentata, espressa nella forma di un serpente attorcigliato che la pratica della Yoga cerca di risvegliare affinché possa risalire lungo la colonna vertebrale, giungere alla sommità del capo e trascendere il corpo fisico per ricongiungersi all'Universo da cui è venuta.

 

"Spesso pensiamo, quando abbiamo completato lo studio dell'uno, di sapere tutto sul due, perchè il due è "uno più uno". Dimentichiamo di dover ancora studiare il "più".

Il secondo chakra è Svadhishthana (dolcezza)

E' il centro delle emozioni e della creatività. E' connesso all'intestino, agli organi addominali e al sistema riproduttivo femminile.  
Collocazione:  addome
Colore: arancione
Elementi raffigurativi: elementi e animali acquatici: pesci e lucertole
Fonte di: sentimenti e energia creativa
Sede di: facoltà creative
Parola chiave:  emozioni, creatività
Tipo di energia: chi o Qi, energia vitale
Comunicazione fisica: pianto, grido, riso
Problemi: colite, appendicite, problemi di fertilità, renali, disturbi ginecologici, turbe emozionali

Il secondo chakra, Svadhistana, significa "forza vitale del Lingam", è il simbolo della vita, che una volta iniziata si conserva.

Si trova tra la prima e la seconda vertebra sacrale, alla radice degli organi genitali.

Il suo elemento è l' acqua e perciò corrisponde a tutte le funzioni corporee che hanno a che fare coi liquidi: circolazione, eliminazione delle urine, sessualità e riproduzione; è considerato il centro della sessualità, del piacere e di tutte le nostre emozioni.

Viene raffigurato con un cerchio, immagine dell'acqua in cui si sviluppa la vita organica, ha strette relazioni con la luna e come l'influsso dell'astro genera le maree, così Svadhistana può muovere grandi oceani d'energia.

Il colore con cui viene identificato è l'arancio ed il simbolo indù che lo rappresenta ha sei petali che si schiudono dalla circonferenza del cerchio e vogliono mostrarci l'unione della terra all'acqua, delle tenebre alla luce, del conscio all' inconscio.

L'organo di senso ad esso relato è il gusto, le ghiandole che governa le surrenali.

Quando il chakra è in equilibrio energetico tutte le paure, anche quelle più antiche e profonde sono risolte, le emozioni non generano tensioni interiori ed aumenta la fiducia in se stessi e negli altri.


Le pratiche dello yoga che lavorano sul secondo chakra comportano l'invio di energia ai fianchi e alla parte inferiore dell'addome; tutte le attività rivolte alla cura di noi stessi ed in rapporto con l'acqua, come bagni rilassanti, come il nuoto, sono benefiche per l'attività di questo chakra, che quando è in armonia ci insegna che l'amore rivolto a noi è il primo passo per poter scambiare amore con gli altri.

 

"Il chakra Manipura è come il sole del mattino, meditando su di esso con lo sguardo fisso sulla punta del naso si può smuovere il mondo. (Gorakshasarakam x sec.)"

Il terzo chakra è Manipura (gemma lucente)
Noto come
"centro del potere", esso funziona da deposito dei giudizi, delle opinioni e delle convinzioni del soggetto su di sé e sul mondo. E' il luogo dei processi decisionali
Collocazione:  plesso solare
Colore: giallo
Elementi raffigurativi: elementi e animali: uccelli
Fonte di: potere personale, giudizi di sé e del prossimo
Sede di: autostima, potere
Parola chiave: potere, discriminazione
Tipo di energia: mentale, intellettuale
Comunicazione fisica: idee, pensieri, sapere
Problemi: disturbi di natura digestiva e metabolica, confusione o pazzia, ghiandole surrenali, milza, fegato, apatia , prepotenza, rabbia
 


Manipura, il terzo chakra è situato nel centro del corpo, dietro l'ombelico, a livello della quinta, sesta e settima vertebra toracica.

Il suo nome significa " città del gioello" per la presenza in questo chakra di un fuoco ardente che brilla come una gemma.

Il suo elemento è il fuoco, simbolo del potere di dissolvere e trasmutare la materia in energia sottile.

Questo punto posside la forza di convertire l'energia universale in energia individuale, di superare l'inezia,;rappresenta l' -alzati e cammina! - , l'azione, la volontà, la vitalità, la nostra effettiva potenza.

Viene raffigurato con un loto a dieci petali, all'interno del quale si trova un triangolo col vertice rivolto al basso e circondato da tre svastiche, simboli indù che indicano l'energia del sole.

Manipura è colllegato al plesso epigastrico e alla ghiandola pancreatica, regola il processo metabolico attraverso la combustione della materia (cibo) trasformandola in energia ( azione e calore).

La digestione è una parte fondamentale di questo processo e si dimostra un barometro per la salute di questo centro.

Il suo colore è il giallo, colore della vitalità del calore e della potenza. Tutte le volte che abbiamo paura o ci sentiamo impotenti diventiamo ritrosi, freddi e controllati, questo controllo richiede energia ma non ne produce così abbiamo la sensazione di essere stanchi e svuotati mentre stiamo esaurendo il nostro combustibile per nulla.

Solo quando rompiamo il ciclo della paura e restiamo connessi al nostro io, accettandolo, ristabiliamo l'armonia dentro e fuori di noi e abbiamo benzina sufficiente per alimentare il fuoco.

Nella pratica dello yoga tutto quello che spinge l'energia a muoversi rapidamente va bene per il terzo chakra poichè favorisce il superamento dell'inezia, che una volta superata diventa il domino della volontà, si alimenta così la comprensione e si spezzano i blocchi del potere.

 

L'amore non dà nulla fuorchè se stesso e non attinge nulla se non da se stesso. L'amore non possiede nè vuole essere posseduto, perchè l'amore basta all'amore. kalil Gibran

Il quarto chakra è Anahata (non colpito tutto)

Il Cuore è considerato fin dall'alba dei tempi il centro del corpo umano, la sede dell'energia divina. Alla nascita il muscolo cardiaco è verde, indizio della capacità e dell'energia di tipo lenitivo innate nell'essere umano. Nel corso dell'adolescenza diventerebbe rosa, infine il cuore di un adulto dovrebbe assumere la colorazione dorata, propria dell'amore universale
Collocazione:  cuore
Colore: verde, rosa, giallo oro
Elementi raffigurativi: elementi terrestri e mammiferi
Fonte di: energia curativa, sogni personali
Sede di: compassione
Parola chiave: amore, guarigione
Tipo di energia: astrale
Comunicazione fisica: bisogni fisici ed emotivi
Problemi: malattie e disturbi cardiocircolatori, pressione arteriosa, problemi polmonari (asma, allergie,ecc), disturbi del sonno, gelosia, invidia, controllo sugli altri


Il quarto chakra, Anahata, è il cuore del loto dove risiede l'amore. Anahata significa "risuonante, vibrazione, suono interiore", è la sede dell'anima individuale e viene chiamato anche Hiridaya Chakra, cioè chakra del cuore.

E' il centro che esprime l'equilibrio emozionale, dove maschile e femminile s' intrecciano e si fondono uno nell'altra e quando viene raggiunta la fusione perfetta l'ego viene annullato e l'individuo è immerso in un amore illimitato, raggiunge la comprensione universale, l'amore puro senza più condizioni.

Anahata è collocato a livello della nona, decima, undicesima vertebra toracica, il suo colore è il verde brillante, colore della tranquillità e della rinascita, dell'incontro dell'uomo con la natura esteriore ed il sé interiore.

Il simbolo è un cerchio di dodici petali di loto che circonda due triangoli, i quali intersecandosi formano una stella a sei punte dove l'energia terrena incontra quella cosmica.

La ghiandola che governa è il timo e le le parti del corpo i polmoni, il cuore, le braccia e le mani.

Quando Anahata è armonico il mondo esterno è ormai stato assimilato in tutte le sue manifestazioni: dal mondo del corpo e della manifestazione irrompiamo nel mondo dello spirito.

A questo punto l'amore non dipende più da un oggetto ma è indirizzato a tutto quello che s'incontra, è vissuto dentro, una sorta di benessere e di pace costante.

L'elemento del chakra è l'aria, che attraverso il respiro si distribuisce ed alimenta tutto il nostro corpo trasformandosi in energia vitale. Gli indù credono che il respiro sia un ponte tra la mente ed il corpo, quando i pensieri sono quieti il respiro è calmo e quindi attraverso il respiro anche la mente può essere calmata.


Nella pratica yogica le tecniche di Pranayama (consapevolezza del respiro) nutrono i nostri sentieri psichici e spirituali, tutte le posizioni che aprono il petto e favoriscono una respirazione profonda sono delle chiavi per l'apertura armonica di questo centro. Anche le carezze, grandi espressioni dell'amore, sono uno stimolo potente per il benessere del chakra. 

 

La chiave della supremazia è sempre il silenzio, a tutti i livelli, perchè nel silenzio discerniamo le vibrazioni e discernrle significa essere in grado di catturarle. ( Sri Aurobindo)

Il quinto chakra è Vishuddha (purificazione)
E' importante per l'espressione e per la protezione personali. Tramite tale centro gli individui esprimono idee, sentimenti, desideri, osservazioni. La sua parte frontale è nota come "sede delle responsabilità", poiché attraverso la stessa il soggetto accoglie o scarta le opzioni offertegli dalla vita.
Collocazione:  la gola
Colore: blu
Parola chiave: comunicazione, espressione
Comunicazione fisica: linguaggio, suono, canto, comunicazione verbale, ogni mezzo d'espressione
Problemi: malattie e disturbi della gola, mascella, tiroide, laringe, tonsille, timo, l'incapacità di dire sì o no alle opport
unità offerte dalla vita, difficoltà ad ascoltare se stessi e gli altri, difficotà a farsi capire

Il quinto chakra, Vishuddha, significa "il purissimo, l'etereo" e per gli yoghin è identificato anche come "la porta degli dei" perchè segna il passaggio che nel chakra Anahata - sebbene in trascendenza - è ancora materiale, ad uno stato più sottile, profondo e puro.

Il praticante che arriva a questo chakra acquisisce il dominio sulla materia corporea, diventa in grado di trasformarla avvicinandola sempre più allo spirito. Vishuddha è situato nell'area cervicale ( C4, C5, C6 ).

L'elemento del chakra è l' etere ed il colore è il turchese, che dona serenità, purifica il pensiero e favorisce il rilassamento.

Il simbolo che lo raffigura è un triangolo rovesciato in cui è inscritto un cerchio: il fuoco che avvolge l'acqua e la domina. E' circondato da sedici petali che coinvogono il corpo intero salendo fino al vertice del capo e scendendo fino alla punta degli alluci, in stretta relazione alle diramazioni nervose che trasmettono percezioni a tutto il corpo.

La ghiandola su cui Vishuddha agisce è la tiroide, ghiandola che governa il metabolismo controllando il peso corporeo ed i ritmi del sonno. Il chakra è in realazione con l'udito, la pelle, la bocca e il respiro; governa la regolazione del calcio nelle ossa. E' il cento del suono, della vibrazione, dell'autoespressione, crea, controlla, trasmette e riceve la comunicazione sia con noi stessi che con gli altri.

Migliore è la funzionalità del chakra, maggiore è la nostra capacità di ascoltare, di parlare, scrivere, utilizzare il suono, ogni espressione artistica ed anche la telepatia. Il lavoro yogico su questo centro porta alla soglia della "grande liberazione" , dell'uso corretto della materia.


Esercitiamoci quotidianamente a trascorrere alcune ore in completo silenzio e a rilassare il collo per favorire il passaggio dell'energia tra mente e corpo. Tutte le posizioni che allungano e comprimono la gola attivano l'energia nel chakra.

 

Ciò che dentro di noi cerca di progredire non è la mente, ma qualcosa che sta dietro di essa e ne fa uso. (Sri Aurobindo)

ll sesto chakra è Ajna (conoscenza percezione)
Detto "te
rzo occhio" è Iil centro visivo interno ed esterno dell'essere umano. Associato alla ghiandola pituitaria, regola le funzioni ormonali ed endocrine
Collocazione:  la fronte
Colore: porpora
Elementi raf
figurativi: esseri umani spiritualizzati: santi, guru, spiriti
Fonte di: discernimento
Sede di: facoltà visiva e immaginativa
Parola chiave: visione
Tipo di energi
a: cerebrale
Comunicazione fisica: sfrutta la capacità dell'individuo di vedere, attrarre a sé
Problemi: malattie e disturbi ghiandolari o endocrini, squilibri ormonali, problemi di crescita e sviluppo
,, incertezze, dubbi

Il nome del sesto chakra, Ajna, significa letteralmente " Percepire" , mutato poi nel "Centro del Comando" , " Terz'occhio" o "Occhio di Shiva".

E' il punto della visione totale, del superamento della dualità tra interno ed esterno, tra fisico e mentale , tra conscio ed inconscio.

Man mamo che questo chakra si apre diventiamo capaci di comandare più consapevolmente la nostra vita, utilizzando il contenuto delle nostre visualizzazioni.

Ajna è localizzato in mezzo alle sopracciglia nel punto dove si incontrano le Nadi, i tre canali energetici principali del corpo:
Ida, Pingala e Sushumna. E' questo il luogo delle facoltà mentali collegate alle qualità paranormali come la telepatia e la chiaroveggenza, governa il plesso midollare e le ghiandole ipofisi, che presiede tutto il sistema psico-neuro-endocrino, ed epifesi, che regola i ritmi buio-luce all'esteno e all'interno del corpo.

Ajna viene raffigurato da due petali intorno ad un cerchio ad indicare la dualità che in questo luogo converge nell' uno.

Il colore è il viola, colore della purificazione, della concentrazione, della meditazione, della mente che si alleggerisce. E' il colore che stimola anche le ghiandole sessuali, in particolare le ovaie; gli elementi Terra, Acqua, Fuoco, Aria ed Etere sono trascesi in questo centro, che li ha governati ed acquietati. Il suono di Ajna è la sillaba sacra Om, che risuona in armonia con l'universo e la sua creazione.

Quando il chakra è malfunzionante tendiamo a vivere nell'illusione, nelle perenni incertezze, siamo poco provvisti di discernimento e barcolliamo nel buio poichè il suo elemento, la luce, scarseggia. Solo quando superiamo la soglia del pregiudizio di come le cose "dovrebbero" essere, cominciamo a vedere come sono.


Gli yogi stimolano il centro con la pratica di trataka: abituiamoci, ogni giorno, a fissare una fonte luminosa (fiamma di candela) con gli occhi fissi e spalancati, per alcuni minuti, chiudiamo poi gli occhi e li copriamo coi palmi delle mani, rstando rilassati nel buio ad osservare le immagini che si riflettono nell'occhio della nostra mente.

 

 Quando la coscienza è liberata dalle migliaia di vibrazioni mentali, vitali, fisiche in cui giace sepolta, allora vi è gioia. (Sri Aurobindo)

Il settimo chakra Sahasrara (mille petali)
Associato all'epifisi, alla corteccia cerebrale regola molte funzioni corporee e extracorporee. Centro psichico del sapere superiore, ric
eve le energie spirituali indispensabili per attivare lo scopo personale. E' il centro della divinità umana.
Collocazione
:  la corona (fontanella)
Colore: bianco
Element
i raffigurativi: entità spirituali: angeli, potenze supreme
Fonte di: consapevolezza divina
Sede di: appartenenza dell'individuo al tutto
Parola chiave: divinità
Tipo di energia: k
eterica, forma materializzata di energia spirituale che scaturisce dall'universo
Problemi: malattie e disturbi sistema immunitario, neoplasie, problemi ossei, disturbi collegati all'epifisi, schizofrenia, depressioni, cefalee, dissociazione psichica, squilibri di qualsiasi genere.
 


Il settimo chakra, Sahasrara, è situato al vertice del capo, tra il corpo fisico e il corpo astrale.

Il suo nome significa "cerchio di mille petali", con riferimento ai petali del fiore di loto.

Quando si raggiunge questo livello il piccolo seme depositato nella terra ( primo chakra ) è risalito attraverso acqua, fuoco, aria, suono e luce, fino a fondersi con le energie celestiali; e la coscienza, pienamente realizzata, schiude i suoi mille petali che s'irradiano dal centro della testa come un'antennna privata, raggiungendo le più alte dimensioni.

Tutti i colori dello spettro luminoso ruotano vorticosamente formando il bianco, il colore della luce, il colore del settimo chakra.

Bianco al di là di ogni colore, bianco che contiene tutti i colori.

Il simbolo di Sahasrara è una luna piena splendente di luce propria, senza più ombre: non ci sono più funzioni fisiche collegate a questo punto, dove avviene l'incontro tra l'uomo e il divino.
Il plesso relato al chakra è il cervello, l'anima entra in questo centro al momento della nascita e ne esce al momento della morte attraverso il punto di Brahman, chiuso in ogni altro periodo della vita terrena.

L'elemento del chakra è il pensiero, quando qui regna armonia comprendiamo ogni cosa a tutti i livelli, viviamo in uno stato di benedizione.


Se invece il centro è disarmonico siamo confusi, diventiamo depressi, apatici, incapaci di apprendere e comprendere.

Le posizioni dell'Hatha Yoga che portano il centro della testa a contatto col suolo capovolgendo la postura eretta del corpo, stimolano il punto dedicato a Brahma, l' Assoluto, attivando le funzioni cerebrali.


La migliore attività per l'armonia del settimo chakra resta la meditazione. La tecnica più semplice per meditare consiste nel sedersi a terra a gambe incrociate con la colonna vertebrale distesa ma non tesa, gli occhi socchiusi e, staccando tutte le spine dal mondo circostante, portare l'accenzione al proprio respiro, seguendone costantemente il flusso.
   

 


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