Yoga della Conoscenza

Scuola di Yoga, Imola. Corsi e Seminari

 

 
 
Ho visto la verità
non è come se l'avessi inventata nella mia mente


 
 
 
Come il Saluto al Sole rappresenta la parabola solare, dall’alba al tramonto, così il Saluto alla Luna raffigura la luna nelle sue fasi: ascendenti e discendenti, piene e vuote.
 
In ogni essere vivente, a prescindere dal sesso, sono contemporaneamente presenti tanto l’aspetto maschile quanto quello femminile, con cui la Luna, e l’energia Yin che la caratterizza, sono in sintonia.
La sequenza del Saluto alla Luna  non è dedicata esclusivamente alle donne, ma a tutti quelli che desiderano incrementare le capacità creative, la capacità di accettazione, di lasciare e di lasciarsi andare, di essere ricettivi e intuitivi, di capire e conoscere non tanto attraverso la mente e la razionalità quanto attraverso la percezione.
 
L’intuito, le sensazioni sottili, sono capacità innate nell’uomo, ma  che non usiamo praticamente più: le trascuriamo, ce ne dimentichiamo, a livello educativo vengono soffocate, spesso  fingiamo  di non averle proprio, altrettanto spesso preferiamo rispettare gli schemi che ci vogliono tutti, uomini e donne, inquadrati e razionali, certamente così più facilmente gestibili dal nostro sistema di vita. Ma il femminile è comunque dentro tutti noi con tutta la sua potenza, e attende il nostro richiamo per risvegliarsi.
 
Come il Saluto al Sole, anche quello alla Luna è una sequenza armonica di dodici posizioni che vengono mantenute, ognuna, per il tempo di una inspirazione o di una espirazione, l’effetto,  in ambedue, è quello di una bella danza rituale.
 
Il numero dodici non è certamente casuale, la filosofia yogica era estremamente attenta alla scienza dei numeri, il dodici rappresenta la trinità in un’ottava maggiore ed indica un grande livello di comprensione e saggezza: molti sistemi numerici antichi erano basati sul dodici, dodici sono le costellazioni, dodici i mesi dell’anno, dodici le tribù d’Israele, dodici i discepoli di Gesù, dodici le ore in cui è diviso l’orologio. Dodici è considerato il numero del completamento.
 
Se nella pratica di Surya Namaskara troviamo alcune posizioni bilaterali, in quella di Chandra Namaskara ogni dualismo è superato, tutti i passaggi coinvolgono l’intero corpo.
Il limite maggiore di questa sequenza è dato dalla difficoltà dell’ esecuzione che richiede
la conoscenza esperenziale di ogni singolo passaggio, conoscenza che si può acquisire solo a seguito di una pratica piuttosto progredita.